I nostri vini
La nostra azienda agricola produce solo vini biologi certificati! Seguendo i cicli del sole, della luna e delle semplici soluzioni contadine, ricreiamo i gusti del passato.
Cenni Storici ed Origini
"Antichissimo vitigno coltivato in
Friuli-Venezia Giulia nelle province di Gorizia
e Udine, nelle colline slovene della "Goriska
Brda" e, per il passato, in Istria. Trattasi di un
vitigno autoctono della provincia di Gorizia; per
taluni Autori la Ribolla corrisponderebbe
all'"Avola" dei romani. Altri sostengono che il
"Pucinum" romano avesse come base la Ribolla.
Passando alla storia relativamente più

recente, numerose sono le citazioni del "Vino
Ribolla" come vino di qualità primaria tra i
diversi vini del Collio, usato spesso come
"rappresentanza" in segno di omaggio ed
amicizia agli illustri personaggi del momento."
Così esordisce Angelo Costacurta nella sua
preziosa ricerca "RIBOLLA" che gli valse il
premio "RISIT D'AUR 1977" e che
riassumiamo da "AGRICOLTURA DELLE
VENEZIE N° 8/1978".
Prosegue l'Autore:
"Ricco di citazioni a tale proposito è il
Dalmasso, nel III° volume della sua già citata
"Storia della vite e del vino";
dagli "Annali del
Friuli" di F. Manzano, si ricorda che nel XII
secolo il Friuli forniva alla Repubblica di
Venezia la Ribolla del Collio.
In un documento di compravendita di un
terreno sito in comune di Barbana nel 1376, si
precisa che da tale appezzamento il colono
ricavava "sex urnas raboli". La presenza del
vino Raibola (o Ràbola) dell'Istria e del Collio,
nel Friuli, risulta anche da un documento stilato
ad Udine nel 1324. Il 1327 viene
malinconicamente citato come un' annata di
scarsa produzione di vini, soprattutto di vino
"Ribolla".

La Ribolla veniva offerta come segno di
devozione ai luogotenenti al loro primo ingresso
in città, o devozione ad illustri personaggi in
visita alle stesse; documentazioni in tal senso
risalgono agli anni 1365-1368-1393. Come
segno di omaggio nel 1565 il Comune offriva al
Patriarca Marquardo, per la sua prima venuta ad
Udine, un'orna del vino Ribolla (vegiete
Rabioli); nel 1568 offriva al Duca di Baviera 28
bocce di Malvasia e 26 bocce di Rabiola. Inoltre
il Senato Veneto invia all'Imperatore Carlo V
"do bote de vin" di Rosazzo (Ribolla). La fama
della Ribolla ebbe così modo di espandersi,
tanto che verso la fine del '300 il "Rainfald" era
variamente decantato da cronisti e poeti
tedeschi. Lo stesso Boccaccio cita la Ribolla in
una sua requisitoria contro gli eccessi della
gola.
La predilezione tedesca per questo vino
porta il Duca Leopoldo III di Austria
Sempre
secondo il Dalmasso nell'opera citata, a

chiedere che nell'atto di dedizione della città di
Trieste, venga inserita la clausola che obbligava
la città a rifornirlo annualmente di 100 orne di
vino Ribolla del migliore. Tale clausola doveva
essere molto diffusa nei contratti di pace o di
dedizione tra le città, dato che secondo il
"Codice diplomatico istriano" dell'anno 1384,
anche la isola d’Istria, dove a quei tempi la
Ribolla era diffusa, doveva al comando di S.
Maria di Aquileia "urnas centum duas de
Ribolio solito" ".
Costacurta ricorda che:
"Nel "Libro del Cancelliere" fiumano A.
di Francesco de Reno, si può trovare una
ordinanza datata 28.12.1446, contro coloro che
commettevano la frode di smerciare del vino
"forensem" "dicentas quod sit Ribola cum non
sit".
"dicentas quod sit Ribola cum non
sit". La protezione di cui godeva tale vino
risulta anche da un documento della città di
Fiume del 1445, in cui si disponeva che ogni
partita di Ribolla fosse accompagnata da una
dichiarazione ufficiale del luogo di provenienza.
Si hanno anche notizie dell'evoluzione del
prezzo del vino Ribolla: nel 1365 l'orna di vino
Ribolla venne pagata nel Comune di Udine 50
grossi; nel 1365 la Rabiola veniva pagata 21
piccoli la boccia, per passare nel 1407 a 2
denari la boccia e così via. La città di Pavia,
inoltre, nel 1390 stabiliva la tassa di un fiorino
per ogni brenta di vino Ribolla importata".
Più volte il wine maker e giornalista
friulano Walter Filiputti cita la Ribolla nei suoi
scritti sul "Vigneto Friuli". Tra l'altro nel suo
pregevole " TERRE, VIGNE E VINI DEL
FRIULI-VENEZIA GIULIA (1983) egli ricorda
che "il vitigno ha diversi sinonimi:
"Rebolla";"Ribuèle"; " Ràbuele"; "Ribuèle
zale"; "Ribolla di Rosazzo"; "Raibola";
"Ràbola"; "Rèbula" (nella parte slava del
Collio). Secondo Filiputti "è uva da sempre
coltivata in Friuli. Il primo documento risale
alla fine del Medioevo; il lontano 1299 e si
riferisce a degli atti del notaio Ermanno di
Gemona in"Notariorum Joppi". Trattasi di un
contratto di vendita. La sua coltivazione doveva
essere estesa se nel 1376, in un documento di
compravendita sito in comune di Barbana
(Collio)