Azienda vitivinicola Poggio Antico
La nostra azienda agricola produce solo vini biologi certificati! Seguendo i cicli del sole, della luna e delle semplici soluzioni contadine, ricreiamo i gusti del passato.
La storia del vino friulano è millenaria, radicata fin dall'epoca romana e arricchita nel Medioevo dai monaci benedettini. Caratterizzata da una forte vocazione per i bianchi, la regione ha visto la rinascita post-fillossera (XIX secolo) puntando su vitigni autoctoni come il Friulano (ex Tocai) (di origine francese/sauvignonasse, ma storico locale), il Picolit e la Ribolla Gialla, eccellendo per qualità e tecniche innovative.
Ecco i punti chiave della storia enologica del Friuli:
Origini Romane e Medievali: La vite in Friuli ha origini antiche, con l'epoca romana che avvia la viticoltura a

pieno regime. Nel Medioevo, l'abbazia di Rosazzo e i patriarchi di Aquileia giocano un ruolo chiave nel rilancio delle colture.
La leggenda e il Tocai (ora Friulano): Il vitigno più rappresentativo, ex Tocai, ha radici storiche complesse. Si narra che nel 1632 la nobildonna Aurora Formentini portò in dote in Ungheria 300 barbatelle, suggerendo un'origine friulana del vitigno (sebbene studi recenti leghino il vitigno al Sauvignonasse francese). Nel 2007, a seguito di dispute con l'Ungheria, il nome "Tocai Friulano" è stato sostituito definitivamente con "Friulano".
Il Conte Picolit: Nel XVIII secolo, il Conte Fabio Asquini diede grande impulso alla produzione del Picolit, esportandolo in tutta Europa.
Fillossera e Ripresa: A fine '800 la fillossera distrusse i vigneti, seguiti dalle devastazioni delle guerre, ma la tenacia friulana ha permesso una ripresa basata su vitigni autoctoni e, dagli anni '60, su una spiccata qualità, grazie a pionieri come Mario Schiopetto.
Eccellenza Moderna: Oggi il Friuli Venezia Giulia è riconosciuto per i suoi bianchi strutturati, coltivati specialmente nel Collio e nei Colli Orientali, con tecniche di allevamento moderne (Guyot, Sylvoz).
I vitigni autoctoni come la Ribolla Gialla, il Friulano, il Picolit e il Refosco dal Peduncolo Rosso (per i rossi) rappresentano la vera identità vinicola della regione.
La storia del vino in Friuli affonda le radici in epoca romana (fondazione di Aquileia e Cividale, 182 a.C.), consolidandosi nei secoli grazie ai monaci benedettini e alla Serenissima. Dopo la crisi della fillossera (fine XIX secolo) e il dominio asburgico che introdusse vitigni internazionali, la regione è rinata negli anni '70 grazie a pionieri dell'acciaio e del controllo temperatura, divenendo oggi un'eccellenza per bianchi di qualità, vitigni autoctoni (Ribolla, Friulano) e vini macerati.
Ecco i punti salienti della storia vitivinicola friulana:
Epoca Romana e Medioevo: Il vino è presente sin dai tempi di Giulio Cesare. Nell'XI-XII secolo, documenti attestano la presenza di Ribolla, Picolit e Refosco. Le abbazie, in particolare quella di Rosazzo, furono fondamentali per lo sviluppo delle tecniche agricole dopo le invasioni barbariche.
Dominio Veneziano e Asburgico: Sotto Venezia, la viticoltura prosperò. Successivamente, l'influenza asburgica (XVIII-XIX secolo) introdusse vitigni internazionali (Pinot, Sauvignon, Merlot, Cabernet) e tecniche d'avanguardia. Il conte Theodor de La Tour introdusse varietà francesi a Villa Russiz.
La Crisi della Fillossera (fine XIX secolo): Alla fine dell'Ottocento, la filossera distrusse gran parte dei vigneti. La ricostruzione portò all'innesto su piede americano e, nei primi del '900, alla nascita dei prestigiosi Vivai Cooperativi di Rauscedo, oggi leader mondiali.
Il Rinascimento degli anni '70: Dopo le guerre mondiali, la vera svolta qualitativa avvenne negli anni '70. Produttori pionieri, tra cui Mario Schiopetto, introdussero presse orizzontali e acciaio, puntando sulla freschezza e la pulizia dei bianchi.
La Rivoluzione del Tocai/Friulano:
Storicamente noto come Tocai, il vitigno simbolo è stato rinominato "Friulano" dopo il 2007, a seguito di controversie con l'Ungheria.
Oggi: Il Friuli-Venezia Giulia è noto per i suoi bianchi di alta qualità, i vini macerati (orange wines) del Collio e Colli Orientali, e una grande valorizzazione di vitigni autoctoni come Ribolla Gialla, Friulano, Malvasia Istriana e Refosco dal Peduncolo Rosso.
Dalle origini al 1500
L'introduzione della vite nel Friuli - Venezia Giulia è avvenuta già molti secoli prima di Cristo ad opera degli Eneti popolo dedito all'agricoltura e primi abitanti della regione che la importarono dalla Grecia.
A quel tempo i commerci di prodotti agricoli e quindi anche della vite erano molto fiorenti e negli anni a venire si incrementarono notevolmente. Già Erodiano nel 238 a. C. descriveva la provincia di Gorizia così : " disposti sono gli alberi in uguali distanze ed accoppiate seco loro le viti e rappresentano in tal modo un giulivo teatro sicchè sembra tutta quella regione adorna di corone frondeggianti ." La vite era infatti "maritata" al melo al pero al fico; quindi fin da allora doveva costituire una fonte economica importante per la regione.
Altre notizie storiche si hanno nell'accenno al " vino Adriano" fatto da alcuni scrittori secondo i quali la preromana Aquileia avrebbe rifornito di vino popoli limitrofi. Lo stesso Plinio il Vecchio attribuiva la longevità( oltre 80 anni !) di Livia Augusta (Drusilla) al consumo del vino "Pucino" proveniente da queste zone. Secondo alcuni tale qualità doveva corrispondere al Terrano del Carso secondo altri alle viti che si coltivano sulle terrazze della zona collinosa fra Duino e Miramare in particolare nei pressi di Contovello e Prosecco.
E' proprio sotto il dominio di Roma che la vite ebbe notevole espansione: il senato Romano come narra Tito Livio inviò ad Aquileia una colonia allo scopo di diffondere la viticoltura e la cittadina divenne uno dei massimi empori vitivinicoli anello di congiunzione tra i mercati della penisola italica e l'area del Danubio. Ancor'oggi molti reperti archeologici dimostrano la fondamentale importanza che le nostre zone hanno rivestito per l'Impero: anfore che venivano usate per il commercio via mare e botti di legno per quello via terra.(**)